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Non esiste in tutto il territorio della Repubblica un altro centro abitato che si chiami Felino. Sulle derivazioni di questo nome i pareri sono diversi e discordi.

Alcuni infatti ritengono non essere fuori luogo supporre una derivazione da "figulinus", o "figlinus", o "figlinus exercère", accostando il nome all’esistenza in questo territorio di una lavorazione e cottura di certa terra argillosa per fabbricazione di laterizi.

Altri ritengono che Felino derivi da "Filinum", ovvero dal nome di coloro che qui ottennero in assegnazione la propria parte di agro nella distribuzione delle terre emiliane operata dai Romani, tra il 190 e il 183 a.C. dopo averle tolte ai Liguri.
I primi insediamenti umani organizzati nella zona risalgono tuttavia ad un'epoca anteriore a quella romana, infatti scavi avvenuti in località Monte Leoni (Barbiano) hanno portato alla luce un'antica abitazione, che è la prima casa datata sicuramente delle terramare della Provincia di Parma.  

La costituzione del comune di Felino come autonomo risale al 1806, nel periodo napoleonico, e sino al 1814 Felino rientrò nel Dipartimento del Taro; inoltre fino a quell'anno gli atti di stato civile vennero redatti in lingua francese e solo successivamente furono scritti in italiano. Durante il governo di Maria Luigia, e successivamente dei Borbone, il comune fu governato dal Consiglio degli Anziani presieduto dal Podestà.  

Situato in un' invidiabile posizione pre-collinare è disposto ai piedi di un antico Castello che domina la vallata fra i torrenti Parma e Baganza, in quella fetta di terra emiliana che è diventata famosa in tutto il mondo per le sue eccellenze culinarie, tra le quali primeggia il famoso Salame, al quale è dedicato il museo nella fortezza. 

Felino è oggi un centro urbano che conta circa 9108 abitanti.  La grande tradizione agricola e di trasformazione e conservazione della zona ha favorito il suo affermarsi come polo industriale per la lavorazione delle carni e degli insaccati.